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I SINDACI SMENTISCONO IL CATTIVO FUNZIONAMENTO DEI DEPURATORI
I Sindaci di Squillace, Amaroni, Staletti e Vallefiorita (anche a nome degli ex Sindaci di Palermiti e di Vallefiorita), smentiscono categoricamente che i depuratori esistenti nei rispettivi territori siano “in tilt” e che conseguentemente il mare della costa “è ridotto ad un cumulo di acqua sporca e maleodorante, scaricata dai depuratori comunali che spesso non funzionano”. Sono infatti destituite di ogni fondamento tali incaute affermazioni, portate avanti da qualche organo di stampa, affermazioni che, oltre a non rispondere a verità, recano un danno enorme e un allarme ingiusto all’immagine del territorio e all’attività turistica di una parte così significativa della Calabria centrale. I Sindaci predetti ribadiscono per l’ennesima volta che i depuratori dei Comuni che rappresentano sono perfettamente funzionanti, e ciò risulta a chiunque voglia sincerarsene, ma anche dal fatto che essi sono muniti delle prescritte autorizzazioni (provvisorie e definitive) allo scarico rilasciate dal competente settore ambientale della Provincia e soprattutto dal monitoraggio che periodicamente (quasi mensilmente) viene fatto ai singoli depuratori e dalle certificazioni di idoneità dell’acqua di scarico, rilasciate da Laboratori abilitati ed accreditati presso la Regione. Collegarsi ad una lodevole indagine della Procura di Catanzaro per qualche episodio risalente addirittura al 2007 e prolungarlo irresponsabilmente con continuità fino ai giorni nostri, significa operare solo con evidente superficialità e, in qualche caso, anche con pregiudizi e con irresponsabilità. Anche le date che si richiamano sono più che mai eloquenti di tale improprio e ingiusto coinvolgimento dei Comuni e dei loro legali rappresentanti, i quali con sacrifici enormi e con diligenza permanente si prodigano per assicurare il corretto funzionamento di un così delicato servizio. Se i fatti, come si afferma, si riferiscono al 2007. è lampante che eventuali e temporanee disfunzioni degli impianti non possono essere ricondotti ai Comuni, perché essi all’epoca non ne erano i gestori. Se, invece, i fatti si riferiscono a dopo il luglio 2009, epoca in cui i depuratori sono passati, inopinatamente e irritualmente, alla gestione comunale, allora, invece di accusare, bisognerebberendere merito ed elogiare l’opera dei Sindaci, i quali non solo hanno acquisito, da quella data, le autorizzazioni allo scarico mancanti, e hanno disposto la messa a regime degli impianti, ma li hanno potenziati e ulteriormente sistemati, investendo somme ingenti. Anche per qualche occasionale interruzione del servizio – cosa che può accadere per qualsiasi struttura e per cause di forza maggiore, peraltro immediatamente rimossa dai Comuni – non si vede che cosa possono entrarci i Sindaci, essendo notorio che tutte le norme di legge stabiliscono che gli amministratori non hanno compiti di gestione, ma solo di indirizzo, compiti che i Sindaci hanno diligentemente e tempestivamente esercitato, come risulta dagli atti pubblici e interni dei Comuni. E considerato che il funzionamento dei depuratori è assolutamente nei parametri di legge, i Sindaci si riservano ovviamente di rappresentare queste circostanze irrefutabili ai Giudici, non appena essi saranno ritualmenterichiesti. Gli stessi Sindaci si attenderebbero altresì, che almeno gli organi di stampa attenti, sereni ed obbiettivi, anziché su piccoli e saltuari episodi, si soffermassero sulle cause macroscopiche a base della contorta gestione della depurazione calabrese e si domandassero perché e come la gestione dei depuratori nel luglio 2009 (cioè a cavallo delle elezioni comunali) è stata “scaricata” – ripetiamo: inopinatamente e scorrettamente- ai Comuni e perché a tutt’oggi, non ostante le varie disposizioni di legge nazionali e regionali, non è stato costituito il gestore unico e integrato (acque bianche e reflue) a livello provinciale, né è stato ancora avviato il relativo appalto di area vasta, facendo sopportare ai Comuni medesimi, specie ai più piccoli, un peso amministrativo e gestionale sproporzionato e indebito. 8 Agosto 2011 |
